Friday, November 6, 2009

Aggiungi un posto a tavola, un musical?

Tassello dopo tassello riempio la mia testa di ignorante. Finora non ho mai saputo che “Aggiungi un posto a tavola” fosse un musical e invece lo è. Credevo che fosse una canzoncina per bambini tipo “Viva la pappa!”. E c’era anche Johnny Dorelli!

http://www.youtube.com/watch?v=bu5uelD5Dno

Perciò cari miei, fuggite l’idolatria! (Paolo, I Corinti 10:14)

Figlioletti, guardatevi dagli idoli. (I Giovanni 5:21)

A chi vorreste voi assomigliare Iddio? E con quale immagine lo rappresentereste? Un artista fonde l’idolo, l’orafo lo ricopre d’oro e vi salda delle catenelle d’argento. A chi dunque mi vorreste assomigliare, perché io gli sia pari? (Isaia 40:18-26 Cfr. 41:4-7 e 24; 44: 6-20)

Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli e nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servire loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso. (Esodo 20:2-5; Deuteronomio 4:15-19)

Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite, nè statue e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa, poiché io sono l’Eterno, l’Iddio vostro. (Levitico 26:1)

I loro idoli sono argento e oro, opera di mano d’uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano la loro gola non rende alcun suono. (Salmo 115:4-9; 135:15; Habacuc 2:18-20)

Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare. (Isaia 45:20)

Alcune opinioni del prof. Dio e del dott. Gesù sugli idoli a.k.a. crocifissi, indipendentemente da ciò che sancisce la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

La ragione delle dieci domande, per tutti questi mesi, sta infatti proprio qui: la responsabilità del potere davanti alla pubblica opinione. Ed è la stessa ragione che infine ha sopravanzato - per ora - gli insulti e i dossier, le querele e gli attacchi, costringendo il Premier a rispondere. Lo ha fatto in forma obliqua, evitando il confronto con Repubblica, in forma ambigua, facendosi riformulare le domande dal suo intervistatore-notaio, in un libro edito dalla casa editrice di sua proprietà. Un’operazione politica controllata e protetta, dunque. Dove l’interesse del Premier non è la verità da chiarire, ma la pressione dei giornali da allentare.

Il risultato, come i lettori possono constatare, è una prudentissima navigazione al largo delle vere questioni, senza fatti, senza veri chiarimenti, senza circostanze che possano spiegare la verità ai cittadini. È come la denuncia - tutta politica, esplicita, certificata dal suo notaio, che ieri ha annunciato alle agenzie “la risposta alle dieci domande di Repubblica” - di un limite. Dobbiamo prendere atto di ciò che il Premier ha fatto, e anche del modo in cui ha voluto e potuto farlo: ha dovuto infine rispondere, dopo sei mesi, dimostrando che le domande erano legittime e doverose, com’era doveroso affrontarle, tanto che il ritardo nei confronti dei nostri lettori è politicamente colpevole. E ha risposto nell’unico modo imbarazzato, generico e circospetto che può oggi permettersi. La vera risposta - ecco il punto - è la coscienza politica di questo limite, che mentre il Premier replica, lascia la questione fondamentale della verità intatta, e irrisolta.

La responsabilità del potere - Politica - Repubblica.it
Poi tutto successe
così in fretta,
il tuo dito sulla mia schiena
disegnò un cuore
e la mia mano
lo contraccambiò
sotto la tua gonna
Joaquín Sabina - Y nos dieron las diez
Thursday, November 5, 2009
Se vogliamo passare dal crocefisso all’adorazione delle zucche esposte nelle aule, come suggerisce S.E. il cardinal Bertone, io ci sto. Dopo anni di umiliazioni scolastiche, con il cognome che porto, sarebbe una bella rivincita e non dico Papa, ma almeno cardinale potrei diventarlo. E renderei immediatamente un dogma la ricetta dei tortelli di zucca alla mantovana che mia nonna cucinava. Colesterolo e carboidrati a parte, farebbero certamente meno danni del fanatismo e dell’integralismo di altre religioni. Vittorio Zucconi - Non avrai altra zucca

E “comungue” non lo leveremo il crocifisso. Possono morire! Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possono morire! Possono morire! Loro e quei “findi” organismi internazionali che non “gontano” NULLA!

[…]

Io sono tutt’altro che un integralista cattolico, eh!

Ministro La Russa, 4-nov-2009
Il crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione

Maria* Gelmini

Come la pizza. Sì dai, vi prego, appendiamo anche le pizze in ogni aula.

(via signorponza)

(via batchiara)

(via luciacirillo)

O dormo e lascio la porta di casa aperta, nel caso in cui ti succeda di ritornare; fu curioso però quell’inverno che non smise di nevicare. Joaquín Sabina - Que se llama soledad