Thursday, December 17, 2009
La violenza e l’intolleranza di queste ore smascherano l’insincerità dei falsi pacificatori e ripropongono il paradigma di una politica che si alimenta non di unità, ma di divisione; non di ordine, ma di disordine. È un dispositivo di governo che giustifica e potenzia se stesso nell’eccitare i conflitti più aggressivi che circolano nella società, tra la società e lo Stato, nello Stato. Lungo queste continue “linee di frattura” che di volta in volta individuano un “nemico” (quanti ne possiamo contare dall’inizio della legislatura, dai “negri”, ai “froci”, ai “fannulloni”?), si potenzia un progetto politico che pretende di esercitare la sovranità senza limiti, in nome del “potere costituente del popolo”, con una “decisione” che lascia indistinto il diritto e l’arbitrio, l’eccezione e la regola. L’assalto ai giornalisti - Politica - Repubblica.it
Wednesday, December 16, 2009 Tuesday, December 15, 2009

Perché il debito pubblico italiano continua a crescere?

Qualcuno molto intelligente fra voi riesce a darmi una risposta? Leggete prima.

Il debito pubblico italiano continua a crescere, toccando un nuovo record: a ottobre 2009 è stato di 1.801,6 miliardi di euro. Mille e ottocento miliardi! Riuscite a immaginare quanti siano? Secondo me, quando lo Zio Paperone faceva il bagno e nuotava nella sua cassaforte piena zeppa di dollari, si trastullava forse in un millesimo di quello a cui ammonta il debito pubblico italiano. Prendete il deposito di banconote di Zio Paperone, fatene uno mille volte più grande (o un milione, chissà!): quello è il debito pubblico italiano.

Cose da pazzi! Nel 2008 abbiamo avuto una fra le più alte percentuali al mondo nel rapporto Debito su PIL: il 113% (Fonte). Ci indebitiamo molto di più rispetto a quanto produciamo. Fra i paesi avanzati ci è davanti solo il Giappone, che però ha il secondo PIL al mondo (Fonte). Nel 2007 avevamo il 104%, oggi viaggiamo verso il 114%: in soli due anni abbiamo aumentato il debito pubblico del 10%. Dicono che l’Italia, ragionando in termini assoluti e non percentuali, abbia il terzo debito pubblico al mondo, senza essere però la terza economia, e infatti è la settima.

Ora dico io: è una vita che sento dire che bisogna risparmiare e quindi tagli all’istruzione; tagli alla ricerca; tagli alle regioni; tagli alle provincie e i comuni; tagli alla sanità; tagli alle forze dell’ordine; tagli ai magistrati. Tagliamo dappertutto. Si può sapere dove cazzo li spendiamo questi soldi per avere un debito così alto e in continua crescita?

Spesso chiamiamo fine ciò che in realtà è un fallimento, ma la differenza tra la fine e il fallimento è il fracasso interiore. Anonimo ercolano
Monday, December 14, 2009
Per non alimentare il clima di violenza, da oggi Berlusconi avrà sempre ragione. Spinoza - Il sangue dei tinti (via gravitazero) (via thisissoweird) (via clairefisher) (via luciacirillo)
Saturday, December 12, 2009 Friday, December 11, 2009
La Tribune — secondo quotidiano francese di borsa, economia e finanza, impresa e attualità, dopo Les Echos — ha pubblicato la classifica annuale dei 27 capi di stato europei, giudicati secondo alcuni parametri di politica interna ed estera. Scorrete sotto sotto, in fondo alla pagina, e troverete il nostro Presidente del Consiglio, saldamente fermo all’ultima posizione. La rivelazione dell’anno invece è lo svedese Reinfeldt (44 anni), “intelligente, cool e ironico”.
La solita stampa comunista straniera, insufflata dai giornalisti nostrani.

La Tribune — secondo quotidiano francese di borsa, economia e finanza, impresa e attualità, dopo Les Echos — ha pubblicato la classifica annuale dei 27 capi di stato europei, giudicati secondo alcuni parametri di politica interna ed estera. Scorrete sotto sotto, in fondo alla pagina, e troverete il nostro Presidente del Consiglio, saldamente fermo all’ultima posizione. La rivelazione dell’anno invece è lo svedese Reinfeldt (44 anni), “intelligente, cool e ironico”.

La solita stampa comunista straniera, insufflata dai giornalisti nostrani.