A me lo chiede la figa! (Ognuno ha i suoi sentimenti lì dove dio glieli ha messi)
Lei è una rapinatrice che ha appena fatto un grosso colpo in un albergo di lusso insieme alle sue amiche e complici; lui è un poliziotto tutt’altro che integerrimo e diligente, innamorato di lei e all’oscuro che la donna sia una criminale.
Crista: Se arrivando a casa mi avessero detto che di lì a mezz’ora sarei andata a letto con te, sarei morta dalle risate!
Carlos: Anch’io.
Crista: Non è vero! Ti si vedevano le intenzioni dal primo giorno, qui in testa e nel fuoco di questi occhi stronzi che hai.
Carlos: E’ vero.
Crista: Vedi? Sei un bambino.
Carlos: E tu?
Crista: Io? Lasciami pensare… Il primo giorno ti avrei mandato all’inferno, dopo mi lasciavi fredda.
Carlos: E il giorno di Berta?
Crista: Ero arrapata, non credere: mi facevi comodo e nient’altro.
Carlos: E ora?
Crista: Mi piaci, mi arrendo: ti voglio bene… Vedi? Io sono così: le cose grandi, risolte in un secondo, senza pensarci. Per quello non serve la testa. E nemmeno il cuore. Che stupidaggine! A cosa può servire un cuore? A me lo chiede la figa!
Carlos: (risata)
Crista: Non ridere ché m’incazzo! Sì, sì, la figa! Ognuno ha i suoi sentimenti lì dove dio glieli ha messi.
— Tratto da “Perras callejeras” di José Antonio de la Loma (1985)